Autostrada Pedemontana Lombarda, perchè occuparsene?

Autostrada Pedemontana Lombarda, perché occuparsene?

Il progetto La Strada fa Scuola, la Scuola fa Strada affronta un problema ambientale ritenuto tra i più critici per il nostro territorio: la mobilità. Mobilità, insieme a qualità ambientale, sono infatti due elementi fondamentali attraverso i quali si delinea la vivibilità di un territorio e si misura la qualità della vita degli abitanti. Le esigenze e gli schemi di mobilità in Lombardia, e in particolar modo nell’area pedemontana, si sono in questi anni allontanati dal modello classico basato prevalentemente sugli spostamenti pendolari dei lavoratori e degli studenti verso i centri attrattori, determinati in primo luogo da Milano e quindi dalle altre principali città.

Quattro appaiono attualmente i fattori principali che influenzano il modello di mobilità in Italia e in Lombardia in particolare (Irer, 2009; Ponti, 2007):

  1. la maglia infrastrutturale centripeta su Milano, che appare superata e inadeguata rispetto all’aumentata richiesta di spostamenti con origine e destinazione diverse dal capoluogo regionale;
  2. il fenomeno della dispersione insediativa (urban sprawl), legata a motivazioni di valore immobiliare, che ha portato sempre più abitanti ed attività produttive a spostarsi in piccoli centri, spesso poco collegati al sistema dei trasporti pubblici, con un effetto incentivante dell’uso del mezzo privato e del trasporto su gomma delle merci (EEA, 2006);
  3. il cambiamento nei processi di produzione, stoccaggio e movimentazione delle merci che privilegia processi denominati just in time con l’effetto di aumentare la frequenza di movimentazione delle merci;
  4. la modifica alle abitudini dei cittadini che hanno esteso le ore di punta con una crescita notevole degli spostamenti non sistematici.

Gli ultimi dati disponibili indicano che, seppur con lievi diminuzioni legate alla crisi economica in corso, la domanda di mobilità resta molto alta (ISFORT, 2009). La popolazione mobile, indicata con la percentuale di persone che compiono almeno uno spostamento in un giorno feriale nel corso della settimana, si attesta per il 2009 oltre l’85%,  il numero medio di spostamenti è superiore a 3 viaggi giornalieri con un tempo medio in deciso aumento rispetto all’anno precedente e pari a oltre un’ora al giorno. Tra i diversi comparti di trasporto, l’unico che non subisce alcuna flessione è quello legata all’automobile che rappresenta l’84,2% delle modalità con cui avvengono gli spostamenti, con un aumento di oltre il 2% rispetto al 2008.

Se si passa a considerare la mobilità, o meglio il sistema dei trasporti ad essa collegato, quale fattore di impatto ambientale, viene confermato il primato di settore fortemente energivoro: nel 2007 i trasporti hanno impegnato il 31,4% dell’energia finale totale e la maggior parte di tale energia è destinata al traffico stradale (Arpa Lombardia, 2009). Di conseguenza è anche il settore che ha un grosso peso sul fronte delle emissioni di inquinanti e gas serra: in Lombardia il trasporto su strada emette il 20% delle sostanze acidificanti, il 35% dei precursori dell’ozono e il 20% dei gas serra (Arpa Lombardia, 2009).

Meno importante, anche se presente, appare il contributo dei trasporti al consumo di suolo, tema fondamentale in Lombardia dove ogni giorno vengono persi oltre 10 ettari di superficie agricole o naturali (Pileri, 2008). Da quanto premesso emerge che un cambiamento di rotta e un’inversione nei trend di crescita dell’impatto del settore trasporti, così come un miglioramento della qualità di vita degli abitanti deve coinvolgere diversi piani. Anche dai documenti di programmazione strategica si rileva come la diffusione e il successo di forme di mobilità più sostenibili comportino l’integrazione di cambiamenti nei comportamenti e nelle abitudini dei cittadini, di strumenti di stimolo della mobilità “dolce”, di innovazione tecnologica in prodotti e sistemi, di realizzazione di infrastrutture intermodali efficienti (Cestec, 2009). Sul territorio lombardo, in particolare in quell’area che il sociologo Aldo Bonomi ha definito la città infinita e che unisce i territori tra i più importanti del paese dal punto di vista economico, sta per prendere vita una fondamentale infrastruttura viaria, l’autostrada Pedemontana. Secondo quanto previsto dal progetto, incluso quanto riportato nello studio di VIA, la Pedemontana determinerà sia la riduzione dei tempi di percorrenza, sia ricadute positive sull’intera rete locale, con un benefico effetto complessivo sulla mobilità di merci e persone e sulla qualità della vita dei cittadini (Arpa Lombardia, 2009). Il progetto Pedemontana prevede anche una serie di rilevanti interventi di mitigazione e compensazione ambientale. Come avviene ogni volta in cui viene prevista la realizzazione di nuovi impianti o infrastrutture, anche nel caso della Pedemontana sono sorte situazioni di contrasto e di opposizione locale alle opere previste. In parte tali situazioni sono da assimilare alla cosiddetta sindrome NIMBY (acronimo di Not In My Back Yard, letteralmente non nel mio giardino), che porta spesso a far arenare la realizzazione di opere o infrastrutture utili allo sviluppo del territorio o addirittura fondamentali per la soluzione di criticità ambientali rilevanti (si pensi ad esempio all’opposizione ai diversi tipi di impianto di trattamento e gestione dei rifiuti). Situazioni di contrasto a particolari opere sono naturalmente legate a reali preoccupazioni di forti impatti ambientali e paesaggistici sul territorio, tuttavia appaiono anche rilevanti i casi in cui fenomeni di opposizione si radicano per “una mancanza generale di chiarezza e di rispetto reciproco delle diverse parti in gioco, e delle istanze di cui sono portatrici. C’è un sospetto latente, una diffidenza di fondo, che impedisce l’avvio di un dialogo efficace. Ecco perché alle prime notizie di un progetto di insediamento ‘nel nostro cortile’, l’effetto immediato non è quello della leale partecipazione, quanto quello dell’opposizione tout court” (Beulcke, 2008). Il progetto La Strada fa Scuola, la Scuola fa Strada intende cogliere l’occasione offerta al territorio dalla realizzazione di una nuova importante e fondamentale infrastruttura per coinvolgere studenti, amministratori e abitanti in un processo di crescita culturale e di consapevolezza della necessità della ricerca di soluzioni efficaci e condivise a problematiche ambientali complesse. Dal punto di vista educativo, le modalità di svolgimento previste fanno del progetto La Strada fa Scuola, la Scuola fa Strada un ottimo contesto in cui avviare modalità di insegnamento interdisciplinari e multidisciplinari, in cui i docenti siano coinvolti e stimolati a costruire percorsi curriculari dialoganti con le opportunità e le risorse offerte dal territorio. Ma il progetto intende uscire dalla scuola per far dialogare tra loro i diversi attori del territorio, comprendendo tra questi anche la scuola nelle sue diverse componenti (docenti, dirigenti, studenti, genitori), per favorire la crescita di una consapevolezza maggiore del ruolo che ciascuno può esercitare per rendere più sostenibile la propria vita e nel contempo contribuire a migliorare la qualità dell’ambiente.

Luca Baglivo

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